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Tron

di Steven Lisberger

Durata: 96'
Luogo, Anno: USA, 1982
Cast: Jeff Bridges, Bruce Boxleitner, David Warner


Sinossi

In Tron al centro della storia c'è Flynn, programmatore di software per videogames in lotta contro la ENCOM, una potente società d'informatica il cui direttore, Dillinger, ha fatto passare per suoi alcuni programmi in realtà creati dal giovane tecnico, che è anche un ammirato campione di videogiochi. Le prove di tale truffa sono ben nascoste nel megacervellone della ditta, il Master Control Program, che fa anche da cane da guardia alla banca dati grazie ad un avanzatissimo sistema anti-intrusione che rende vani i numerosi tentativi che Flynn fa per cercare di recuperare le proprie creazioni. Viene aiutato da Bradley e Lora, dipendenti della ditta che hanno subodorato che Dillinger non è esattamente un esempio di onestà. Una notte il trio si introduce nella sede cercando di forzare il sistema. Mentre è seduto al terminale alla ricerca del codice d'accesso Flynn è osservato tramite un occhio elettronico dal malefico MCP, che — vedendo che gli sforzi dell'intruso stanno costituendo un pericolo troppo grande — aziona un potente raggio laser che, nell'ordine: immobilizza il povero Flynn, lo scompone in ascisse e coordinate, lo digitalizza pezzo per pezzo, lo trasforma in codice numerico e lo ricompone in forma di energia all'interno dei circuiti integrati che costituiscono il suo universo. L'umano scopre con sua grande sorpresa che i programmi realizzati da lui e dai suoi colleghi hanno dato vita ad una vera e propria nuova razza di esseri la cui esistenza consiste nell'eseguire gli ordini che vengono impartiti dal programma in funzione...


Critica

Primo esempio cinematografico (con Blade Runner, se vogliamo) di una forma di fantascienza che in letteratura si stava sviluppando proprio in quegli anni, Tron è forse uno dei film più importanti degli anni 80, divenuto cult proprio grazie alla sua ambientazione cyberpunk oltreché agli straordinari effetti speciali. Primo film hollywoodiano a fare un uso massiccio della computer graphic, Tron costruisce un mondo cibernetico di grande effetto, affascinante non solo visivamente ma anche dal punto di vista concettuale, anche agli occhi degli spettatori di trent’anni dopo.

Una scena di TronSe infatti la scena del motolabirinto ha generato una serie di videogiochi e di cloni non ufficiali che ancora non si sono esauriti, è in realtà tutto l’universo elettronico immaginato da Lisberger e disegnato tra gli altri dal fumettista Moebius a lasciare a bocca aperta. Al di là delle figure umane riprese in bianco e nero con le scenografie e i giochi di luci e colori inseriti in post produzione, è proprio l’idea di dare una raffigurazione umanoide ai processi elettronici che stupisce nella sua semplicità come nella sua efficacia. E se oggi può sembrare una soluzione naïf, tipica disneyana, all’epoca appariva straordinaria e forse addirittura ostica.

Altra grande "novità" del film è che nel mondo virtuale creato col computer, i personaggi che in esso si muovono, vengono filmati in bianco e nero, e poi sono stati ricolorati a mano, uno per uno e fotogramma per fotogramma, per dare l’effetto allora incredibile – e ancora oggi affascinante – delle linee luminose dei loro costumi.

Una curiosità: come consulente della Disney venne chiamato un giovane e sconosciuto Tim Burton.

cinefile.biz