Un gatto a Parigi - Cineclub Arsenale APS

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Un gatto a Parigi

di Alain Gagnol, Jean-Loup Felicioli

Durata: 65'
Luogo, Anno: Francia, 2010
Cast:


Sinossi

Il gatto Dino ha una doppia vita. Di giorno vive con la piccola Zoé, figlia unica di Jeanne, capitano di polizia. Di notte invece sale sui tetti di Parigi con Nico, un ladro abile e di buon cuore. Zoé ha smesso di parlare da quando suo padre, poliziotto come la moglie Jeanne, è stato ucciso da un noto criminale, Victor Costa. Jeanne è totalmente votata al lavoro e non dedica molto tempo alla figlia: è impegnata a organizzare la sorveglianza del Colosso di Nairobi, una preziosa statua presa di mira da Victor Costa. Dino, di ritorno dai suoi giri notturni, porta spesso a Zoé dei doni: un giorno le porta un braccialetto che l’assistente di Jeanne, Lucas, riconosce come parte del bottino di una rapina. Qualche sera dopo, Zoé decide di seguire di nascosto il suo gatto. Incappa così nella gang di Victor Costa, e scopre che Claudine, la sua fidata baby-sitter, fa parte della banda.


Critica

Dino è un gatto dalla doppia vita. Di giorno vive con Zoe, una ragazzina la cui mamma, Jeanne, è agente di polizia. Di notte lavora con Nico, un ladro dal cuore grande. Zoe si è chiusa nel silenzio dopo la morte del padre, avvenuta per mano del gangster Costa. Un giorno il gatto Dino porta a Zoe un bracciale preziosissimo. Lucas, vicecomandante di Jeanne, si accorge che il bracciale fa parte di una collezione di gioielli rubati. Una notte Zoe decide di seguire Dino. Sul suo tragitto intercetta per caso una conversazione tra alcuni malviventi e scopre che la sua babysitter fa parte della loro banda. Felicioli e Gagnol sono due firme ben note a chi si interessa di un cinema di animazione che esca dagli schemi della ripetitività grafica. Entrambi fanno parte del prestigioso studio Folimage e hanno collaborato alla realizzazione di La profezia delle ranocchie e in questo loro primo lungometraggio mostrano come sia possibile coniugare un disegno interessante anche per un pubblico adulto con una storia che può essere messa proficuamente a confronto con modelli classici uscendone vincente per originalità. Vengono infatti subito in mente Gli Aristogatti e La carica dei 101 (quest'ultimo per la descrizione dei malviventi e per un possibile parallelo tra Crudelia Demon e Costa). L'obiettivo però qui non è tanto quello di creare di caratteri quanto piuttosto di affrontare il lato umano dei personaggi. Il rinchiudersi nell'assenza di parola di Zoe così come il suo rapporto con la mamma sono trattati con misura e sensibilità. Lo stesso accade per Nico, ladro dal cuore d'oro destinato a un futuro meno avventuroso ma più appagante. A Dino spetta di fare da trait d'union tra gli umani e lo sa fare conuna nonchalance da gatto...parigino.

Giancarlo Zappoli, MyMovies