Un sacco bello - Cineclub Arsenale APS

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UN SACCO BELLO

di Carlo Verdone

Durata: 99'
Luogo, Anno: Italia, 1980
Cast: Carlo Verdone, Veronica Miriel, Mario Brega, Renato Scarpa, Fausto Di Bella


Sinossi

Tre episodi. Enzo, un bulletto romano, si mette in viaggio con un amico per la Polonia. Scopo: fare strage di cuori. Ruggero, che ha fondato una comunità hippy, ritrova dopo anni il padre e rientra, per poco, in famiglia. Leo, succube di una madre castratrice, incontra una ragazza in crisi. Quando potrebbe scoccare la scintilla ricompare il fidanzato di lei.


Critica

Ancora oggi le maschere verdoniane (nate sulla scia del grande successo televisivo ottenuto con Non Stop) restano impresse nella memoria di cultori che - certo, soprattutto a Roma, ma non solo - hanno fatto proprie alcune citazioni, gesti, situazioni - tanto di quei personaggi quanto dei comprimari (Mario Brega, certo, "E CHE MAA CHIAMI VIOLENZA!", ma anche il Sergio di Renato Scarpa e la Fiorenza di Isabella De Bernardi - "Attento fascio..." - entrambi recentemente scomparsi, o gli infermieri/portantini dell'ospedale, capitanati da Luciano Bonanni, che danno spago ai racconti del mitomane Enzo, "L'hanno ripescato venti giorni dopo, io ce stavo"...). Ogni situazione, ogni dialogo, ogni mimica facciale (gli occhi al cielo di Leo "In che senso?", l'occhio guercio di Don Alfio, il sopracciglio del professore dell'ottavo piano "Mio figlio Gabriele...", il "CHEPPPALLLE!" di Ruggero), ogni cosa in Un sacco bello diventa meme ante litteram (l'amico di Martucci...): maschere nate dall’osservazione sul reale di Verdone (e che nel corso degli anni, paradossalmente, hanno così inciso sulla realtà da diventare a loro volta antesignane di nuove persone, vere), che tentano di nascondere, mascherare appunto, quel sottofondo triste, solitario, di una Roma ferragostana dove in lontananza esplode una bomba, dove gli animali dello zoo dormono rintanati cercando riparo dal sole, dove Enzo prova a ripartire (con l'amico di Martucci) alla volta di Cracovia lasciando però un'enorme chiazza d'olio sotto la macchina, dove Leo – di nuovo solo – rischia di far cadere l'ennesima busta della spesa tra Porta Settimiana e l'inizio di Via Garibaldi.

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