Un viaggio indimenticabile - Cineclub Arsenale APS

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Un viaggio indimenticabile

di Til Schweiger

Durata: 139'
Luogo, Anno: Germania, 2019
Cast: Nick Nolte, Matt Dillon, Emily Mortimer


Sinossi

Amadeus, un uomo da poco rimasto vedovo la cui forte personalità, il fascino e il senso dell'umorismo non sono sufficienti a mascherare i devastanti sintomi dell'Alzheimer. Non essendo più in grado di vivere da solo, Amadeus a malincuore si trasferisce dal figlio Nick che vive con la moglie Sarah e la loro vivace figlioletta Tilda di 10 anni. Nonostante lo sconvolgimento e il caos che derivano dall’arrivo di Amadeus in un clima familiare già teso, tra il nonno e la nipotina si instaura un legame speciale. La pazienza e l'affetto di Tilda per Amadeus diventano il suo più forte legame con la vita e la persona che era. Quando Amadeus esprime il profondo desiderio di rivisitare i luoghi dei suoi ricordi più belli, Tilda prende una decisione coraggiosa. Sfuggendo ai suoi genitori, lo accompagna in un imprevedibile viaggio a Venezia, che trasformerà non solo le loro vite, ma l'intera famiglia.

In programmazione

Critica

Il film è il remake di Honig Im Kopf (lett: Miele in testa) girato nel 2014 dallo stesso Til Schweiger. L'attore e regista è una star in Germania: ha diretto una decina di film e interpretato almeno settanta ruoli.

Spesso i registi tornano ai rifacimenti allo scopo di proteggere il loro lavoro, è anche il caso di Schweiger che rivela: "All’inizio non capivo perché avrebbero voluto farne un remake: l’originale è un film molto importante per me. Un lavoro molto personale. Non volevo che Hollywood lo trasformasse in 'un film hollywoodiano'. Volevano girarlo in America e io ho detto loro che non ero d'accordo. Questo è un film europeo. A quel punto ho deciso che lo avrei diretto io. Volevo proteggere la mia storia".

Secondo l'attrice Emily Mortimer: "E' molto importante fare film come questo e rivolgersi al grande pubblico. Film che facciano sorridere e commuovere le persone trattando situazioni che sono familiari per loro. Ed è importante comunicare a questi spettatori che vivono situazioni analoghe... che loro non soli".

Schweiger svela lo scopo finale del suo film: intrattenere il pubblico ma anche educarlo su come gestire al meglio i rapporti personali quando un membro della famiglia è colpito da Alzheimer: "La mia co-sceneggiatrice e io conosciamo personalmente questa malattia. Abbiamo dei casi in famiglia. Ci siamo basati sulla nostra esperienza e abbiamo fatto le nostre ricerche. Se raggiungiamo il risultato allora non solo intratteniamo il pubblico ma spieghiamo agli spettatori alcune cose interessanti evitando di essere didascalici. Operiamo sul loro subconscio: chi guarda il film impara guardando questa ragazzina interagire col nonno malato. Gli spettatori imparano quello che lei stessa impara dai medici: dare dei compiti al nonno, essere presente nel suo mondo. Questo film può istruire lo spettatore. Con il film originale tedesco ci eravamo già riusciti: all'epoca abbiamo ricevuto migliaia di lettere in cui le persone scrivevano: 'Perché non avete fatto questo film dieci anni fa? Mi sarei comportato diversamente con mio nonno'. Qualcuno scriveva: 'avrei capito meglio mia moglie'. Quindi ecco l'altra ragione per fare un rifacimento che possa raggiungere un pubblico molto più grande".

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