Waking Hours - Cineclub Arsenale APS

loading...

WAKING HOURS

di Federico Cammarata, Filippo Foscarini

Durata: 78'
Luogo, Anno: Italia, 2025
Cast:


Sinossi

Non lontano da una foresta nel buio, c'è un muro di metallo che segna l'inizio del confine con l'Europa. In lontananza intanto rimbombano le voci di altoparlante che sottolinea il divieto di avvicinarsi alla recinzione e dei colpi di arma da fuoco. Si intravedono poi a distanza delle sagome umane dalle luci di una tenda e vicino a fuoco. La loro presenza si percepisce anche dalle loro voci e dalla musica e i notiziari di una radio. Sono contrabbandieri afgani che aspettano di traghettare delle persone dall'altro lato del confine.


Critica

L'oscurità copre il quadro, la percezione visiva accompagna quella sonora. Si sentono i primi rumori: tuoni, pioggia, animali in lontananza, cani che abbaiano. Poi le voci che s'intrecciano con le storie private: l'esilio dall'Afghanistan, la detenzione di tre mesi e 20 giorni, la poliziotta che non si è voluta girare durante una perquisizione dove a un ragazzo è stato chiesto di spogliarsi completamente. Waking Hours, letteralmente 'ore di veglia', mostra un limbo spaziale e temporale. Un luogo che apre appena qualche squarcio nell'immagine per rivelare presenze e dettagli (il ragazzo inquadrato davanti al fuoco mentre parla) e il tempo dell'attesa, quello dei contrabbandieri che stanno aspettando. Ci sono riferimenti all'area Schenghen, che comprende 29 paesi europei dove sono stati aboliti i controlli alla frontiera interne e sostituiti da un'unica esterna. Si parla di soldi, controlli, su uno sfondo dove la notte può inghiottire ancora tutto, tra l'oscurità e la penombra con qualche chiarore da cui emergono appena nuvole in cielo, lampioni, sagome di alberi. I registi Federico Cammarata e Filippo Foscarini, al loro primo lungometraggio, hanno dedicato il loro lavoro alle persone che hanno incontrato nel buio. Nel film, dove si dividono i compiti (Cammarata si occupa della parte visiva mentre Foscarini del suono) sono evidenti i segni della loro formazione documentarista.

mymovies.it