Where the wind blows - Cineclub Arsenale APS

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WHERE THE WIND BLOWS

di Tony Chiu-Wai Leung

Durata: 144'
Luogo, Anno: Hong Kong, Cina, 2022
Cast: Tony Chiu-Wai Leung, Aaron Kwok, Jessie LI, Michael Hui, John F. Cruz


Sinossi

Nam Kong e Lui Lok sono due poliziotti che miravano a cambiare lo status quo e combattere la criminalità organizzata. I loro sforzi li porteranno a superare dei limiti.


Critica

Una storia di sfrontata corruzione all’interno della polizia, durante l’epoca coloniale, diventa una sontuosa epopea in Where the Wind Blows di Philip Yung, ultimo di una vivace serie di film che raccontano le gesta nella vita vera dei poliziotti corrotti Lui Lok e Nam Kong.

Gli spettatori incontrano i due protagonisti nel pieno della loro giovinezza, per vederli poi mentre si fanno coinvolgere in affari loschi, dagli anni Cinquanta all’inizio degli anni Settanta. Lui (Aaron Kwok) inizialmente è riluttante a lasciarsi corrompere ma in seguito, con le bustarelle diventate ormai un’abitudine inveterata nella cultura della polizia, resistere diventa difficile: mazzette di denaro passano di mano apertamente negli spogliatoi della stazione di polizia, per non dire per strada. Nam (Tony Leung Chiu-wai) invece è un tipo molto più ambizioso e intrigante quando si tratta di affari loschi. Quando entrambi ottengono una promozione per la lotta alle triadi e la repressione delle rivolte, loro e altri due colleghi (insieme ai quali formano i “Quattro Grandi Sergenti”) trasformano le pratiche di corruzione in un sistema formale che può apportare loro denaro pur tenendo sotto controllo il crimine organizzato.

Dopo avere eletto a quartier generale la suite di un hotel di lusso, Lui, Nam e i loro due compari elaborano un programma di permessi per le attività illegali, con tanto di pagamenti centralizzati, e le attività della triade vengono controllate in modo che tutti possano trarne profitto. Dal momento che le statistiche sulla criminalità rientrano ufficialmente nel sistema, mettono a punto persino dei “gettoni del crimine” per compensare i capri espiatori. A questo punto Lui si è sposato con la figlia del magnate Tsai Zhen (Du Juan), che viene coinvolta profondamente e gestisce le faccende dietro le quinte per mantenere pulite le mani del marito. Ma avvicinarsi a criminali di alto rango, come il famigerato signore della droga Limpy Ho (Tse Kwan-ho), comporta gravi rischi. E nei primi anni Settanta, quando il governo decreta l’istituzione di una Commissione Indipendente Contro la Corruzione (ICAC), lo status quo è messo in pericolo.

Le storie di Lui Lok e Nam Kong sono diventate uno standard del cinema di Hong Kong, grazie a film come Powerful Four e la duologia di Lee Rock (tutti del 1992) o, più recentemente, I Corrupt All Cops (2009) e Once Upon a Time in Hong Kong (2021). In questo suo contributo, lo sceneggiatore e regista Yung presenta la coppia in grande spolvero e analizza il carattere di entrambi. L’ampia biografia risale alle strazianti esperienze dell’occupazione giapponese di Hong Kong tra il 1941 e il 1945, quindi segue i due antieroi nella loro ascesa prima e nell’esilio poi, indulgendo fino in fondo nel cinema sensazionalistico.

Davanti all’obiettivo del direttore della fotografia taiwanese Chin Ting-chang, la decadenza degli anziani poliziotti corrotti diventa altamente cinematografica, con molte scene soffuse di colori caldi e splendide inquadrature che indugiano delicatamente sugli attori. La prima mezz’ora è una libera galoppata di fantasia, con tanto di Lui e Tsai che ballano con gli ombrelli per strada, mentre altre scene presentano sfumature di eleganza alla Wong Kar-wai. Yung sceglie persino la sperimentazione sfrenata: quando inizia uno scontro a fuoco, l’azione scivola in modo sconcertante in un montaggio in stile da video musicale, sulle note di Something on Your Mind di Karen Dalton.

Ad aggiungere brio è l’ottima scelta degli attori: Aaron Kwok e Tony Leung Chiu-wai sono due protagonisti che lasciano il segno – con Kwok che vira tra l’ingenuo, l’esuberante e il tragico, e Leung che ci mette la sua personalità in un’interpretazione disinvolta. La scena più indimenticabile tuttavia, in realtà non coinvolge nessuno dei due. È il veterano Michael Hui che ruba le luci della ribalta nei panni del funzionario dell’ICAC, quando pronuncia un discorso appassionato in difesa del popolo sofferente di Hong Kong. Per il pubblico di Hong Kong di oggi, è facile leggervi un’allegoria. E per quei cineasti che vogliono solo vedere come Yung affronta personaggi complessi in tempi complicati, Where the Wind Blows ne è una rappresentazione di grande impatto visivo sul grande schermo.