WONDER - Cineclub Arsenale APS

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WONDER

di Stephen Chbosky

Durata: 113'
Luogo, Anno: USA, 2017
Cast: Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert


Sinossi

Auggie Pullman ha dieci anni, gioca alla playstation e adora Halloween. Perché è l'unico giorno dell'anno in cui si sente normale. Affetto dalla nascita da una grave anomalia cranio-facciale, Auggie ha subito ventisette interventi e nasconde il suo segreto sotto un casco da cosmonauta. Educato dalla madre e protetto dalla sua famiglia, Auggie non è mai andato a scuola per evitare un confronto troppo doloroso con gli altri. Ma è tempo per lui di affrontare il mondo e gli sguardi sconcertati o sorpresi di allievi e professori. Gli inizi non sono facili, inutile mentirsi e Auggie fa i conti con la cattiveria dei compagni. Arrabbiato e infelice, il ragazzino fatica a integrarsi fino a quando un'amicizia si profila all'orizzonte. Un amore altro rispetto a quello materno. Tra bulli odiosi e amici veri, Auggie trova il suo posto e si merita un'ovazione.

In programmazione

Critica

Dopo Noi siamo infinito, Stephen Chbosky si trova di nuovo a tenere in mano le redini di un film ambientato in una scuola piena di adolescenti in crisi. In questo caso, però, il protagonista è un adolescente davvero speciale.

Tratto dal best seller omonimo pubblicato in Italia nel 2013, che ha venduto più di 5 milioni di copie in tutto il mondo, Wonder cerca di preservare lo stile diretto del libro senza cercare di edulcorare la realtà del protagonista. L’autrice, R.J. Palacio, usa una scrittura umoristica per raccontare le cose così come stanno rispetto alla realtà del ragazzino, includendo i molti punti di vista di coloro che ruotano intorno a lui. Sfuggendo a qualsiasi tono melodrammatico, evitando qualsiasi sfumatura smielata e sentimentalista, film e libro prediligono una linea diretta, spontanea e arguta. Chbosky ha la capacità di evocare emozioni senza esserne manipolatore, è emotivamente profondo ma allo stesso tempo leggero, riuscendo a miscelare bene ironia e serietà.

Come il libro, anche il film è strutturato in brevi episodi, ciascuno dei quali ha il proprio protagonista. Piuttosto che centrare l’attenzione solo su Auggie, in Wonder vengono intrecciate le reazioni a catena degli altri personaggi che lo circondano: sua sorella, la sua migliore amica, il bullo della scuola, il ragazzo sensibile… Da un punto di vista fotografico, si è scelto di utilizzare approcci stilistici differenti cuciti addosso ai personaggi stessi: ogni episodio ha uno stile “personale”, colori, illuminazioni, lenti diverse. Il direttore della fotografia, Don Burgess, decide di avere massima flessibilità tecnica per raggiungere le emozioni dirette della storia: su Auggie sceglie lenti più lunghe – e quindi inquadrature più strette – per focalizzare l’attenzione sul suo carattere e su lui come individuo. Anche i colori, gli oggetti, gli ambienti partecipano a definire meglio il mondo del nostro protagonista: a casa è tutto più confortante rispetto alla dinamicità del contesto scolastico, la sua stanza rappresenta la notte, con il soffitto dipinto di stelle che si lega perfettamente all’amore per Star Wars, per lo spazio e per Chewbacca, che diventano metafora di libertà, luoghi e tramiti per quel luogo immaginario dove non sentirsi diversi.

Jacob Tremblay, dopo la sua fantastica interpretazione in Room, mette nuovamente in mostra il suo talento, riempiendo il protagonista di Wonder di ironia, curiosità ed energia. Accanto a lui, Julia Roberts e Owen Wilson sono i genitori di Auggie, impegnati a costruire un ponte tra il loro bambino e il resto del mondo; lo fanno con sobrietà e forza, nota di merito alla chiave comica un po’ infantile di Wilson. La gentilezza è il Leitmotiv dell’intero film, tra i precetti che l’insegnante della classe di Auggie scrive in grande sulla lavagna ogni mattina a inizio lezione, il primo fra tutti è: «Se ti trovi a scegliere tra l’esser giusto e l’esser gentile, sii gentile!»

Annalisa Liberatori, cinefile.biz