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L'arte al cinema - Frida e Botero - Cineclub Arsenale APS

L'arte al cinema - Frida e Botero

Da Lunedì 13 Gennaio 2020 a Mercoledì 22 Gennaio 2020

Frida Kahlo è l’artista che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la sua storia: il dolore fisico, il dramma dell’amore tradito e degli aborti, l’impegno politico. Ma chi era davvero Frida? E quanta energia e vitalità sprigionano le sue tele anche quando raccontano il dolore e la sofferenza? Queste le domande al centro del film-evento “Frida – Viva la vida” di Giovanni Troilo. Figure tondeggianti, studio dei volumi, un'elegante sensualità, questi sono invece i concetti racchiusi nello stile di Botero. Protagonisti delle sue opere sono personaggi vari, dalle ballerine ai trafficanti di droga, dai vescovi alle prostitute, in una continua commistione tra puro e corrotto, tra sacro e profano. “Botero” delinea la sua poetica, in un percorso privato che va dai suoi anni giovanili e burrascosi fino all'affermazione.


Frida - Viva la vida

di Gianni Troilo

con Asia Argento

"Siempre que te pregunto, Que cuándo, cómo y dónde, Tu siempre me respondes, Quizás, quizás, quizás". Su queste note parte il documentario su Frida Kahlo, per stemperare il racconto di una vita intensa che sta per essere sviscerata. In tanti conoscono Frida. L'artista messicana rappresenta infatti diverse simbologie sotto tanti aspetti, umani e culturali. In Messico, il suo paese d'origine, è addirittura considerata una Santa, amata e idolatrata dalle donne che hanno sofferto, o che hanno bisogno di protezione. Da tutte insomma. Frida - Viva la vida è un documentario dedicato a questa figura ormai mitologica e al suo paese.

Botero

di Don Millar

con Fernando Botero

“Let yourself be” è il motto di Fernando Botero (Médellin, 1932), il pittore e scultore noto in tutto il mondo per le sue figure enormi e massicce, prettamente ritratti umani. “Lasciati essere te stesso”. Botero è riuscito a realizzare questo concetto, mantenendo la sua personale identità di pittore fuori dagli schemi di un’estetica condivisa sin dall’inizio, dall’ardua partenza del suo percorso artistico nella città natale, la tragica e violenta Médellin in Colombia, fino a giungere nelle capitali dell’arte, quelle città dove un artista, dopo aver letteralmente sofferto la povertà, può riuscire, con tenacia, determinazione e lavoro, a diventare qualcuno.
 
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