L'Arsenale è un Cineclub e l’ingresso è riservato ai soci possessori di tessera annuale.

PONTECORVO 100 - Arsenale Cinema

PONTECORVO 100

Martedì 19 Novembre 2019

Nel centesimo anniversario della nascita di Gillo Pontecorvo (Pisa, 19 Novembre 1919) l’Università gli rende omaggio con due iniziative per approfondire la sua opera di regista e presentare al pubblico uno dei suoi film più intensi, importanti e belli, La battaglia d’Algeri, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1966, qui in copia restaurata dalla Cineteca di Bologna. Martedì 19 alle 17.00, presso l'Aula Magna Storica della Sapienza, si terrà la tavola rotonda coordinata da Chiara Tognolotti (Università di Pisa), a cui partecipano Augusto Sainati (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli), Ivelise Perniola (Università di Roma Tre), Fabrizio Franceschini (Direttore del CISE, Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici, Università di Pisa), Francesco Strazzari (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa). Saranno presentati materiali audiovisivi riguardanti il regista. Alle 20.30 all'Arsenale sarà proiettato La battaglia d’Algeri, con introduzione di Maurizio Ambrosini (Università di Pisa) e Francesco Strazzari (Scuola Superiore Sant’Anna). Alle iniziative partecipano Simone e Picci Pontecorvo. La giornata, ad ingresso libero, è curata da Sandra Lischi e Chiara Tognolotti, ed è realizzata dall'Università di Pisa in collaborazione con CISE-Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici.


La battaglia di Algeri

di Gillo Pontecorvo

con Saadi Yacef, jean Martin, Brahim Haggiag

Algeri, 7 ottobre 1957. I parà del colonnello Mathieu circondano il nascondiglio dell'unico superstite del Fronte di Liberazione Nazionale algerino, Alì La Pointe, e minacciano di far saltare con la dinamite la casa. Questi, in attesa della morte, ripercorre con la memoria gli avvenimenti nei quali, da sfruttatore di donne e pregiudicato comune, è maturato in uomo cosciente del suo diritto alla libertà. Tre anni prima, nel novembre '54, la lotta era cominciata liberando la Casbah dai germi della malavita per fare della cittadella araba la roccaforte della rivoluzione: poi era esplosa con scontri individuali ed azioni terroristiche che avevano provocato reazioni da parte della popolazione francese. Nel gennaio del '57 erano giunti il colonnello Mathieu ed i paracadutisti che, con un'azione militare e poliziesca non priva d'intelligente organizzazione e non aliena da sistemi di tortura, avevano progressivamente smantellato l'organizzazione algerina e risalita la piramide dei collegamenti fino ad isolare La Pointe e scoprirne il nascondiglio. Morto Alì La Pointe, la rivoluzione appare sedata. Ma nel dicembre del '60 tutto ricomincia quasi per incanto e due anni dopo l'Algeria ottiene l'indipendenza.
 
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