UNO SCHERZO, UN'IMPASSE E UNA FOLLIA - Arsenale Cinema

UNO SCHERZO, UN'IMPASSE E UNA FOLLIA

Mercoledì 7 Novembre 2018

Mercoledì 7 alle 18.30 saranno presentati tre corti realizzati da Enrico De Angelis. Ingresso Libero.

Pittore, ti voglio parlare: questo breve omaggio all'arte pittorica di Roberto Ajello ne evidenzia lo schietto, pudico, sincero erotismo. E lo fa scherzando, come gli si addice.

La città: Un personaggio si mette in cammino verso una città ideale. Vi arriva dopo un viaggio lungo e tormentato. Vi penetra, per scoprire che è decaduta fino alla rovina. Vi incontra un unico, repellente abitante. Quando scopre chi è, o – meglio – chi è stato, ripercorre mentalmente la città nel suo tempo di splendore e ne riemerge immaginando che cosa potrebbe essere lo splendore in una vita attuale, vissuta insieme con una donna bella, vivace e spiritosa. Per accorgersi infine entrambi che l'utopia può essere sognata (quando ne vale la pena), ma non raggiunta. La città ideale resta lontana. E non è pregio di scarso rilievo in questo film la delicatezza del dettaglio pittorico: lunghi porticati liberty e neoclassici; un soffitto affrescato; una monetina persa dentro un mucchio di monete; delicate vetrate in un incontro che potrebbe diventare amoroso; uno scorcio velato di bruma; storni a popolare fittamente un albero invernale; e molto, molto di più.

Specchio e Palazzo: Il film pone la domanda: c'è differenza tra un sogno d'amore e un incubo d'amore? Salomonicamente (o pilatescamente) si astiene dalla risposta, sviluppando sia l'una, sia l'altra dimensione. Ma quando tutto è finito assicura senza ombra di dubbio che è finito proprio tutto. Anche il film. Senza spiegare chi ha sognato che cosa. Quelli che parevano gli interpreti si rivelano come le organizzatrici oppure gli spettatori di un sogno altrui, buono al massimo per un film. Chi vi ha assistito nella finzione resta perplesso. Degli spettatori reali non si sa ancora niente.


PITTORE, TI VOGLIO PARLARE

di Enrico De Angelis

Pittore, ti voglio parlare: questo breve omaggio all'arte pittorica di Roberto Ajello ne evidenzia lo schietto, pudico, sincero erotismo. E lo fa scherzando, come gli si addice.

LA CITTA'

di Enrico De Angelis

Un personaggio si mette in cammino verso una città ideale. Vi arriva dopo un viaggio lungo e tormentato. Vi penetra, per scoprire che è decaduta fino alla rovina. Vi incontra un unico, repellente abitante. Quando scopre chi è, o – meglio – chi è stato, ripercorre mentalmente la città nel suo tempo di splendore e ne riemerge immaginando che cosa potrebbe essere lo splendore in una vita attuale, vissuta insieme con una donna bella, vivace e spiritosa. Per accorgersi infine entrambi che l'utopia può essere sognata (quando ne vale la pena), ma non raggiunta. La città ideale resta lontana. E non è pregio sono una parodia. Sono curioso di vedere se qualcuno la riconoscerà. lunghi porticati liberty e neoclassici; un soffitto affrescato; una monetina persa dentro un mucchio di monete; delicate vetrate in un incontro che potrebbe diventare amoroso; uno scorcio velato di bruma; storni a popolare fittamente un albero invernale; e molto, molto di più.

SPECCHIO E PALAZZO

di Enrico De Angelis

Il film pone la domanda: c'è differenza tra un sogno d'amore e un incubo d'amore? Salomonicamente (o pilatescamente) si astiene dalla risposta, sviluppando sia l'una, sia l'altra dimensione. Ma quando tutto è finito assicura senza ombra di dubbio che è finito proprio tutto. Anche il film. Senza spiegare chi ha sognato che cosa. Quelli che parevano gli interpreti si rivelano come le organizzatrici oppure gli spettatori di un sogno altrui, buono al massimo per un film. Chi vi ha assistito nella finzione resta perplesso. Degli spettatori reali non si sa ancora niente.
 
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