A.I. Intelligenza artificiale - Cineclub Arsenale APS

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A.I. INTELLIGENZA ARTIFICIALE

di Steven Spielberg

Durata: 146'
Luogo, Anno: USA, 2001
Cast: Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O'Connor, Sam Robards, Jake Thomas, Daveigh Chase


Sinossi

In un futuro in cui l'umanità ha subito immani cataclismi causati dallo scioglimento della calotta polare, la tecnologia ha compiuto passi da gigante. Si è ormai in grado di riprodurre esseri simili in tutto agli umani. David appartiene all'ultimissima generazione di robot: può anche amare. Viene affidato a una coppia il cui figlio, affetto da un male apparentemente incurabile, è stato ibernato in attesa di una cura. Vinte le resistenze iniziali David riesce a farsi amare da Monica, la sua 'mamma'. Ma la guarigione del figlio naturale rimette tutto in discussione. David deve essere abbandonato in un bosco per liberarsene e, al contempo, salvarlo dalla distruzione. Per lui comincerà un viaggio, accompagnato da un Lucignolo/Gigolo, in un paese dei balocchi orrorifico alla ricerca della Fata dai Capelli Turchini che lo possa far diventare un bambino vero e, quindi, totalmente amato.


Critica

Nato da un progetto di Stanley Kubrick, A.I. è un apologo fiabesco sul Tempo, sulle questioni etiche della scienza, sul futuro della specie umana e delle intelligenze artificiali, sulle responsabilità morali degli uomini verso gli esseri da loro creati. È una profezia dolcemente malinconica, solcata da elementi di spettacolo, dinamismo, ironia. È la storia di un nuovo Pinocchio che vuole diventare un bambino vero (c’è la Fata Turchina, il Grillo Parlante è l’orsacchiotto Teddy, Lucignolo è Gigolo Joe, Geppetto è il prof. Hobby, il Circo di Mangiafuoco è l’arena in cui i robot sono martoriati, il Paese dei Balocchi è la Las Vegas virtuale). Il film si divide in 3 parti distinte: la 1ª è un mélo familiare; la 2ª è un viaggio picaresco in una città del futuro rappresentata in stile espressionista; la 3ª è una riflessione sul Tempo, visto come eterno, infinito, immobile. A.I. presenta tematiche tipiche del razionalismo di Kubrick: la ciclicità della Storia come eterno ritorno; il rapporto tra umano e meccanico, tra Natura e Scienza, tra scelta e predestinazione; la macchina che si fa viva, umana, come Hal 9000 in 2001: Odissea nello spazio. Tali tematiche si affiancano a quelle spielberghiane: la sostanza fiabesca; il protagonista e lo sguardo infantili; la ricerca della realizzazione del desiderio e del sogno; la storia di un bambino che perde il contatto con la propria famiglia e vuole tornare a casa, ritrovare la mamma. David è alla ricerca del sogno, dell’amore, di una casa, di una famiglia, di protezione e affetto, e tale ricerca si esplica in un viaggio nello Spazio e nel Tempo. Il film vive di cortocircuiti tra mondo sensibile e mondo metafisico, tra l’affettività delle macchine e la disumanità degli uomini, tra metallo e carne. La natura meccanica di David lo rende vittima dell’intolleranza: invece di farsi accettare per com’è, David opta per il desiderio di farsi umano. Lo sconcerto di David esplode quando vede altri bambini uguali a lui prodotti in serie, la negazione della propria unicità: erompe da qui la disperazione che lo porta a gettarsi dal grattacielo, in un salto nel vuoto che ricorda quello di Edmund di Germania anno zero, di Roberto Rossellini.

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