Doppio sospetto - Cineclub Arsenale APS

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Doppio sospetto

di Olivier Masset-Depasse

Durata: 97'
Luogo, Anno: Belgio, 2020
Cast: Veerle Baetens, Anne Coesens, Mehdi Nebbou


Sinossi

Alice e Céline abitano in due villette a schiera collegate e sono migliori amiche, praticamente sorelle. Come le loro case, anche le loro famiglie sono speculari. Fino al giorno in cui Alice non assiste, impotente, alla morte del figlio di Céline, precipitato dalla finestra della sua camera. Accecata dal dolore, Céline rimprovera inizialmente all'amica di non aver fatto tutto il possibile per salvarlo, salvo poi scusarsi e cercare sempre di più la sua compagnia e quella del suo bambino. Ma accadono fatti strani e inquietanti e Alice non sa più a chi credere.


Critica

Il regista di ''Illégal'' porta sullo schermo il romanzo di Barbara Abel "Derrière la haine" con un occhio aHitchcock e l'altro a Douglas Sirk. Fare di due mostri sacri i propri spiriti guida non significa automaticamente essere in grado diriprodurne l'abilità e gli esiti artistici, ma non c'è dubbio che Olivier Masset-Depasse si sia messo nellagiusta direzione, scegliendo per questo thriller psicologico la strada dell'eleganza della tensione e delcongelamento del dramma. L'ambientazione anni Sessanta, che ci riporta immediatamente ai capolavori del genere, non risultasolo un esercizio di stile sulla falsa riga degli illustri modelli, ma possiede un nucleo di senso: manmano che il film avanza diventa infatti sempre più evidente la condizione di prigionia in cui il registabelga ha chiusto le protagoniste, anche se dall'esterno la prigione appare dorata e domestica.L'estetica d'antan, cioè, è efficacemente funzionale alla creazione di clima emotivo algido e trattenutoche congela i sentimenti non socialmente accettabili e fa brillare le interpretazioni della bionda VeerleBaetens e della musa del regista, la mora Anne Coesens. Là dove l'ordinario è rigidamente tenuto sotto controllo, l'orrore è nascosto dietro la siepe e l'emozionerepressa nutre le follia. Sotto la maschera del trucco e del buon vicinato, delle acconciature cotonate edelle festicciole in giardino, si consuma così la trasformazione di un'amicizia simbiotica nel suo doppiospeculare e dunque opposto: un legame ambiguo e minaccioso, minato nelle fondamenta fiduciarie enon più passibile di reale sincerità ma solo di sospetti incrociati e atti di "riflesso". Qualche insistenza di troppo della musica e della regia vengono compensate dalla misura asciutta delfilm e da un finale che contraddice la fedeltà al genere dimostrata fino a quel momento e, con unnotevole colpo di coda, sceglie una strada più cupa e raggelante, ma anche perfettamente coerentecon il punto di partenza.

Marianna Cappi, MyMovies