Il dittatore dello stato libero di Bananas - Cineclub Arsenale APS

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IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS

di Woody Allen

Durata: 82'
Luogo, Anno: USA, 1971
Cast: Woody Allen, Louise Lasser, Carlos Montalbán, Natividad Abascal, Jacobo Morales, David Ortiz, Sylvester Stallone


Sinossi

Nella mini-repubblica di Bananas, i dittatori si susseguono a velocità impressionante mentre le casse dello Stato si svuotano. Per ottenere finanziamenti dagli americani, i cittadini nominano presidente un oscuro omino arrivato dagli Stati Uniti in seguito ad una delusione amorosa. Tornato nel suo paese, costui viene arrestato, ma in compenso riottiene l'amore della sua ex fidanzata, che lo considera un eroe

In programmazione
  • Lun 14 Set h 21:00  

    Piazza dei Cavalieri
    Ingresso libero per tutti,
    Introduce Riccardo Emilio Chesta (Scuola Normale Superiore)

     

Critica

La televisione è il primo bersaglio "grosso" a cui Allen mira in Bananas. La sequenza che precede i titoli di testa, con la "cronaca di un golpe annunciato" (ante-Marquez) gestita da un network sportivo che sembra quasi aver organizzato la cosa e che comunque ne controlla cinicamente la riuscita spettacolare, poteva sembrava demenziale al pubblico europeo dell'epoca. Oggi che si parla di neorealtà (ci sono fatti che accadono solo perché sono presenti fotografi od operatori televisivi a riprenderli) possiamo renderci retrospettivamente conto di quanto la satira alleniana colpisse nel segno di una televisione americana ormai indirizzata inesorabilmente sulla strada dell' infotainment ( information+entertainment). Allen parte da questo premessa per sviluppare una propria riflessione sul potere che poteva apparire qualunquistica soltanto se si applicavano parametri rigidi al suo cinema. "Non credo di essere politicizzato. Sono fondamentalmente, al 98%, un democratico progressista. E più o meno lo ero anche nel 1971, perché ero contrario alla guerra, come chiunque altro conoscessi (si riferisce al Vietnam nda). Fondamentalmente non sono molto politicizzato", dichiara Allen a Bjorkman. Eppure nel giro di cinque anni da Bananas sarà il protagonista de Il prestanome, interamente dedicato alla "caccia alle streghe" maccartista. Certo Allen non è tenero con i dittatori di cui sottolinea, con una levità riconducibile a La pazza guerra dei fratelli Marx, l'assoluta assurdità. Ma non lo è neppure con chi, presunto rivoluzionario, una volta preso il potere pretende di far indossare la biancheria intima sopra gli abiti e di imporre lo "svedese" (Bergman era già in agguato) come lingua ufficiale di un paese dell'America Latina. Tocca al piccolo uomo, che non è ancora lo schlemiel della tradizione ebraica (e forse non lo sarà mai davvero) cercare di portare un po" dell'equilibrio che a lui stesso manca in un mondo in cui è difficile distinguere il bene dal male.

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