Io sono Tempesta - Cineclub Arsenale APS

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Io sono Tempesta

di Daniele Luchetti

Durata: 97'
Luogo, Anno: Italia, 2018
Cast: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi


Sinossi

Il finanziere Numa Tempesta sta per avviare un grande progetto immobiliare in Kazakistan. Ma proprio al momento di chiudere le trattative con gli investitori internazionali i suoi avvocati lo informano che dovrà scontare una condanna per frode fiscale: non in carcere, che gli avvocati sono riusciti ad evitargli, ma prestando servizi sociali presso un centro di accoglienza. Passaporto e cellulare gli vengono ritirati da Angela, che gestisce il centro, e Numa è adibito a vari compiti di assistenza - compreso quello di tenere puliti i bagni comuni.


Critica

Girato con stile accattivante da Luchetti, con la collaborazione alla fotografia del sempre più sofisticato Luca Bigazzi, Io sono tempesta è un film divertente, più che per la storia che racconta e gli snodi narrativi, per il trasporto e la genuinità di un cast particolarmente azzeccato e affiatato. Marco Giallini si destreggia magnificamente in un ruolo, quello di Numa Tempesta, che pare essergli stato cucito su misura; Elio Germano, giovane padre che ha perso tutto e che si arrabatta come può per dare un tetto al figlio, fosse anche una roulotte in affitto a 90 euro al mese bordo Tevere, ha come sempre il raro dono di riuscire a vivere i propri personaggi come se gli appartenessero per natura; anche Eleonora Danco, attrice e regista di teatro prestata al cinema, spicca in quello della direttrice del centro di accoglienza ben salda sui propri principi che, però, rischia di farsi abbindolare dallo charme e dall’influenza di Numa.

Ma è l’orchestra di comprimari, molti dei quali presi letteralmente dalla strada, a essere valorizzata fin nel più piccolo dettaglio, con battute, gesti ed espressioni, anche i più insignificanti, che diventano preziosi, salienti e necessari, un po’ come accadeva con le indimenticabili comparse del cinema italiano valorizzate dai grandi registi del passato a cui Luchetti esplicitamente si riferisce.

Marco Cacioppo, cineforum.it