Lost, found - Cineclub Arsenale APS

loading...

Lost, found

di Lü Yue

Durata: 102'
Luogo, Anno: Cina, 2018
Cast: Yao Chen, Ma Yili, Yuan Wenkang, Wu Haochen


Sinossi

L'avvocato Li Jie è in competizione con il suo ex marito per la custodia della figlia. Lavora duramente per assicurare a sua figlia un futuro. Fortunatamente la aiuta Sun Fang, la baby sitter della figlia che tratta la bambina come se fosse sua. Un giorno, però, Li Jie torna a casa e sua figlia è scomparsa, senza preavviso, e la sua paura più profonda sembra essere diventata realtà. Condannata da parte della sua famiglia e sospettata dalla polizia, Li Jie trova dentro di sè un incredibile coraggio per intraprendere un viaggio e iniziare da sola la propria ricerca.


Critica

Li Jie, interpretata da Yao Chen, è una donna in carriera, fa l’avvocato, che sta divorziando dal marito medico e lotta per ottenere la custodia della figlia di due anni Duoduo. Impegnata con il suo lavoro, ha bisogno di una tata per la bambina e un’anziana che vive nello stesso palazzo le presenta una donna interessata a quel posto, Sun Fang (l’attrice Ma Yili). Li Jie non è convinta per la mancanza di un certificato professionale da babysitter, ma cambia idea quando la donna riesce a far smettere di piangere Duoduo. Una sera, dopo una cena di lavoro, rientra a casa tardi, mezza ubriaca, e non trova la bambina con la tata. Inizialmente pensa sia stato tutto organizzato della suocera, con la quale non va d’accordo, così come la madre dell’ex marito appena saputo della sparizione accusa Li Jie di essere complice e di averla nascosta sempre pensando al procedimento sull’affido. Ben presto si scopre la realtà: Duoduo è stata rapita da Sun Fang. Li Jie inizia la ricerca di sua figlia e scopre il passato della donna.

La narrazione è costruita attraverso una struttura non lineare, con continui flashback che mostrano gradualmente la dinamica del rapimento, i motivi che stanno dietro l'azione di Sun Fang, la sua storia travagliata. Molto bella la sequenza iniziale, con Yao Chen che corre disperata in un sottopassaggio e rovista nella spazzatura, attraverso la quale lo spettatore viene buttato dentro il film. Da dimenticare invece tutti gli ultimi minuti. Un finale ridondante, moraleggiante, inutile nel sottolineare il cambiamento di Li Jie. L’evoluzione del personaggio che si trova davanti a una situazione estrema è il cuore del film dentro la sua cornice da dramma portato avanti con un ritmo da thriller. Un percorso doloroso che porta la protagonista a scoprire la sua fragilità, un lato più umano e solidale dietro la corazza da fredda donna di carriera, il cinismo da avvocato. A capire davvero l’amore materno, disinteressato, mentre all’inizio la figlia appare quasi più come un ornamento personale. Per l’ego di una donna che vuole riuscire in tutto. Ma il film è anche un dramma sociale. Le due protagoniste appartengono a classi diverse. Li Jie rappresenta la classe medio alta, la donna moderna di città. Sun Fang invece è povera, arriva dalla periferia, da un villaggio. In fuga da un marito violento con la loro figlia malata cronica, è costretta a lavorare come prostituta per pagare le spese mediche della bambina. E cacciata dall’ospedale quando non riesce più a sostenerne il costo. Due personaggi femminili ben scolpiti che mettono in risalto le due attrici protagoniste.

Fabio Canessa, linkinmovies.it