Sasha e il Polo Nord - Cineclub Arsenale APS

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Sasha e il Polo Nord

di Rémi Chayé

Durata: 81'
Luogo, Anno: Francia, 2017
Cast:


Sinossi

San Pietroburgo, 1882. Sasha, giovane aristocratica russa, sogna il Grande Nord e si strugge per suo nonno Oloukine, un rinomato scienziato ed esploratore dell'Artico che non ha mai fatto ritorno dall’ultimo viaggio alla conquista del Polo Nord. Lui ha trasmesso la sua vocazione a Sasha, che non ha alcuna intenzione di compiacere i genitori sposando l'uomo che hanno scelto per lei. Sasha si ribella infatti a questo destino e decide di partire alla ricerca di Oloukine, verso il Grande Nord.

In programmazione

Critica

Nel 1882 a San Pietroburgo, l'adolescente Sasha è vissuta nell'adorazione del nonno Oloukine, un esploratore scomparso mentre cercava di raggiungere il Polo Nord con una nave avanzatissima, finanziata dallo zar in persona. Proprio quando suo padre vuole forzatamente farla sposare con un uomo che detesta, Sasha scopre un'importante indizio sulla rotta realmente seguita da suo nonno: contro tutto e tutti, seguirà il richiamo dell'esplorazione, scapperà di casa e cercherà una nave per raggiungere il suo destino.  C'è qualcosa di semplice e trascinante in Sasha e il Polo Nord di Rémi Chayé, coproduzione franco-danese conosciuta internazionalmente col titolo di Long Way North. L'impatto piacevole è garantito da uno stile grafico indovinato e piacevolissimo: la linea di contorno è usata solo in alcuni dettagli e lineamenti, per il resto la direzione artistica di Han Jin Kuang Liane-Cho e Slaven Reese si affida a un accostamento netto di cromatismi tenui e gentili. Pensate al miglior Google Doodle che riusciate a ricordare: ecco, immaginate ora che sia messo al servizio di una narrazione ariosa ed epica, con un'animazione più articolata (anche se non fluidissima). Aiutandosi con la CGI solo per i modelli delle imbarcazioni che appaiono nella vicenda, la tecnica bidimensionale di Sasha e il Polo Nord unisce con finezza il sapore moderno della grafica con una concezione molto tradizionale del movimento e della recitazione. Uno spettacolo, per chi crede che nell'aggiornamento ragionato non ci sia meno sfida che nelle rivoluzioni urlate. Le pieghe della vicenda e la caratterizzazione dei personaggi potrebbero apparire non originali, leggendo una sinossi o limitandosi ai primi minuti del racconto: in effetti siamo abituati, a partire dagli anni Novanta, a una lunga schiera di protagoniste animate volitive, che si ribellano al loro destino in nome di un'emancipazione. Il fascino peculiare di Sasha sta tuttavia in una ribellione che non ha direttamente a che vedere con una rivendicazione di genere: più che ribellarsi al maschile, Sasha usa come bussola il richiamo per il mare, il suo destino d'esploratrice e l'affetto per il nonno. Di recente anche l'Alice di Alice attraverso lo specchio viveva tematiche simili, ma tra i due film, per fortuna, c'è un abisso di risultati, con Sasha e il Polo Nord che ha la meglio per pura sobrietà.  Si viaggia al fianco di Sasha e della ciurma tra mille difficoltà in una vera avventura per mare, che sembra un incrocio tra L'isola del tesoro (1883) di Robert Luis Stevenson e Capitani coraggiosi di Rudyard Kipling (1897), un incrocio che la declinazione al femminile della protagonista corregge appena per il pubblico attuale, senza far evaporare il sapore ingenuo e contagioso di quello spirito narrativo classico. Si giunge a destinazione con la consapevolezza che tutti meritino il rispetto per i propri sentimenti e la propria professionalità, ma anche che tutti possano commettere degli errori, a volte in buona fede. Sasha alla fine sorride perché è cresciuta mettendosi in gioco in nome dei valori: pochi film animati attuali si concedono il respiro pacato ma deciso per mettere l'idea a fuoco con una tale nitidezza ed eleganza.

Domenico Misciagna, Coming Soon