SPIDER-MAN: BRAND NEW DAY - Cineclub Arsenale APS

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SPIDER-MAN: BRAND NEW DAY

di Destin Daniel Cretton

Durata: 144'
Luogo, Anno: USA, 2026
Cast: Tom Holland, Zendaya, Sadie Sink, Mark Ruffalo


Sinossi

Quattro anni dopo che il mondo ha dimenticato il suo nome, Peter Parker inizia un nuovo capitolo della sua vita, cercando di conciliare gli studi universitari, il lavoro part-time e le sue responsabilità come Amichevole Spider-Man di quartiere di New York. Ma quando una forza misteriosa inizia a sconvolgere la città dall'interno, Peter si ritrova intrappolato tra potenti nemici, vecchie eredità e alleati inaspettati. Mentre ombre del passato si insinuano nel suo presente, deve ridefinire cosa significhi veramente essere un eroe, da solo, oltre a dover affrontare una misteriosa ''mutazione" del suo corpo ed una rinascita dei suoi poteri.

In programmazione

Critica

Tom Holland ha ormai smesso di interpretare Peter Parker: lo è, nel senso più fisico e istintivo del termine. Anni di franchise hanno sedimentato il personaggio nella sua muscolatura, nel modo in cui occupa lo spazio, nel riflesso automatico con cui il corpo risponde alle esigenze acrobatiche del ruolo. Lo Spider-Man che vediamo muoversi per la città (che schiva, colpisce, si arrampica con una fluidità quasi coreografica) è convincente proprio perché non sembra recitato. Il problema emerge quando il film rallenta e chiede qualcosa di diverso: le scene in cui Peter osserva MJ da lontano, lo sguardo da cucciolo smarrito che indugia più del necessario, rischiano il sentimentalismo vuoto, quella malinconia di maniera che non convince mai del tutto. Holland ha raccontato che la dinamica tra Parker e Castle si è evoluta organicamente durante le improvvisazioni sul set con Bernthal, scivolando dall’odio reciproco a qualcosa che assomiglia a una rivalità fraterna, fratello maggiore contro fratello minore, e questa evoluzione si sente, è la parte più viva e meno calcolata del film. Zendaya è presente poco, e questo è un limite strutturale che il film paga. Il Peter di Holland ha sempre funzionato meglio in relazione agli altri, nella frizione e nell’affetto, che come eroe tormentato chiuso nella propria camera a contemplare la propria solitudine. Togliergli la sponda principale significa affidarsi a una introspezione che la sceneggiatura non sempre sostiene con la necessaria profondità. Brand New Day non è il disastro che avrebbe potuto essere, né il capolavoro che una parte del pubblico continua a sperare. È un film di mezzo, abbastanza diverso da Homecoming per giustificare la propria esistenza, non abbastanza coraggioso da rompere davvero con la formula che lo contiene. Resta l’immagine di Peter che cammina sotto la pioggia, costume sporco, corpo che cambia senza che lui lo controlli, verso un futuro di cui non conosce ancora la forma. Un finale aperto, forse troppo, che lascia più domande che risposte. Esattamente come deve fare un primo capitolo di trilogia… o un commiato mascherato da nuovo inizio.

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