Vertigo - La donna che visse due volte - Cineclub Arsenale APS

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Vertigo - La donna che visse due volte

di Alfred Hitchcock

Durata: 128'
Luogo, Anno: USA, 1958
Cast: Kim Novak, James Stewart
Copia restaurata da Cineteca di Bologna


Sinossi

L'agente di polizia, John "Scottie" Fergus, durante un inseguimento sui tetti dei grattacieli di San Francisco, ha un incidente: resta aggrappato ad un cornicione, soffre di vertigini e rimane completamente paralizzato dalla paura. Un suo collega, nel tentativo di salvarlo, precipita nel vuoto e muore. Questo tragico evento cambia la vita di Scottie che lascia la polizia. Un suo ex compagno di college, ricco costruttore navale, Galvin Elster, gli chiede di assumere l'incarico di vigilare sulla sua bellissima moglie Madeleine, la quale, da qualche tempo ha degli atteggiamenti molto particolari, strane ossessioni, incline al suicidio. Il marito teme che stia diventando pazza. La donna crede di essere la reincarnazione della bisnonna materna, Carlotta Valdes, la quale, abbandonata dall'amante e privata della figlia nata dalla loro relazione, muore suicida a 26 anni, la stessa età di Madeleine. Scottie è scettico, esitante, ma quando Elster gli mostra Madeleine rimane folgorato e accetta l'incarico. Fra tensioni psicologiche e colpi di scena, si sviluppa una storia complessa che vede Scottie assumere le vesti di un fedele innamorato che disperatamente, cerca di convincere Madeleine ad accettare il suo aiuto per guarire dalle sue ossessioni.


Critica

Questo singolare record di regia non si spiega solamente con un fenomeno di abilità meccanica. La suggestione opera e vi prende perché Hitchcock è riuscito a immergere tutto il suo racconto in un'atmosfera di vago e inespresso, a tenere i casi e i personaggi su un margine oscillante tra il possibile e l'assurdo. È un film sapiente e complesso, articolato su piani diversi, psicopatia, intrigo, sentimento, spiritismo, passione, delitto, superbamente inquadrato nel paesaggio di San Francisco, che con i suoi boschi millenari e solenni come cattedrali, con i suoi panorami d'azzurro e d'oro, con lo stesso saliscendi delle sue strade, fatte a montagne russe, diventa la cornice ideale per una vicenda piena di meandri, di esaltazione e di mistero.

(Filippo Sacchi, "Epoca", 25 gennaio 1959)